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Gli inizi: la sfida dell’indivisa
1970, 18 ottobre: 69 persone si riuniscono nella Sala del Consiglio Comunale di Fidenza e danno vita alla Cooperativa d’abitazione a proprietà indivisa Giuseppe di Vittorio.
Firmano un semplice atto notarile che diventerà molto più di un pezzo di carta: è l’inizio di un percorso che ha coinvolto e spesso cambiato la vita di centinaia di persone e famiglie, una storia fatta di passione e lotta per la tutela dei diritti fondamentali, di azioni sostenute con convinzione e coerenza, di condivisione, partecipazione, solidarietà.
E’ dalla volontà di rispondere al bisogno fondamentale della casa che nasce l’esperienza della Cooperativa Di Vittorio: alcune decine di persone tentano, unendo sforzi e risorse non solo economiche, di risolvere in modo autonomo e privo di condizionamenti esterni, il problema della casa, con spirito solidaristico, partecipazione di tutti e soprattutto iniziative “dal basso”.
L’idea, rivoluzionaria e fortemente innovativa, è quella di costruire alloggi per i soci a proprietà indivisa: gli appartamenti vengono assegnati in “uso permanente” ai soci, la proprietà resta della società cooperativa, i soci assegnatari corrispondono un canone d’uso.
Già cinque anni dopo l’atto di nascita della Cooperativa Giuseppe Di Vittorio iniziano i lavori per il primo storico edificio in Via De Gasperi a Fidenza. La natura partecipativa degli interventi della Di Vittorio emerge fin dalla fase progettuale di questo: i soci vengono coinvolti in prima persona nell’ideazione del progetto, gli spazi interni delle abitazioni riflettono l’attenzione per la socialità, la condivisione.
Nei primi 20 anni della propria attività la cooperativa realizza oltre 200 appartamenti in uso distribuiti in 5 comuni della provincia parmense; si consolida, così, come innovativa realtà cooperativa ed imprenditoriale nella provincia di Parma.


Giuseppe Di Vittorio
Il gruppo Di Vittorio prende il nome da un signore tanto gentile quanto intelligente e "battagliero": Giuseppe Di Vittorio. Primo artefice del sindacato in un’Italia divisa e lacerata dai conflitti, è stato il simbolo di una civile crescita di coscienza nei momenti cruciali della nostra storia: l’immediato dopoguerra, la ricostruzione, il boom economico.



Giuseppe Di Vittorio sapeva parlare agli operai e ai braccianti con voce sincera: niente “sindacalese”, ma un linguaggio essenziale, diretto, provocante, spesso sentito e venato di commozione. Muore a 65 anni a Lecco, tra i suoi operai.

Link e riferimenti
Casa Di VIttorio
Wikipedia